Il Giorno in cui Gianni trovò la morosa

Sembra che Gianni abbia trovato una donna. Sembra. La notizia ce l’ha data a bruciapelo, così, …a un certo punto della serata, senza dirci niente, nessun  preavviso di sorta.
Eravamo a berci la solita bionda al solito posto, dal Bavero, e mentre sorseggiavamo parlottando allegramente ruotando intorno ai soliti discorsi che occupano i nostri ragionamenti, lui ha aperto bocca e dalla sua bocca, il mio orecchio l’ha udito, il mio occhio l’ha visto le palpebre muoversi, dilatarsi, ogni mio senso era attivo, insomma, per percepire il percepibile, dalla sua bocca sono uscite testuali parole “Ho trovato una ragazza”.
Ragazza l’ha pronunciato smorzando le zeta come da perfetto bolognese, dopodiché, a frase conclusa, non ha nemmeno avuto il coraggio di gettare un’occhiata verso i suoi vecchi amici.
Sa dit?? “gli abbiamo chiesto in coro. Né il Pincio, né il Rotto, neppure il Bicio, ci hanno creduto. Nella nostra ballotta diciamo spesso che Gianni con una ragazza è la cosa meno quotata dell’universo, ha più probabilità di vincere il campionato il Sassuolo che Gianni di trovare una morosa.
“Ve lo giuro” ha ribadito di nuovo lui che poco ci mancava ci rimanesse, talmente era rosso in viso per l’emozione della sua stessa uscita.
La prima reazione è stata di incredulità. Ho provato a figurarmi la cosa mentalmente ma non mi tornava per niente, Gianni con una figa?? No no, non è possibile, non è possibile per nessuna legge della fisica!
Il Bicio si è alzato in piedi all’ennesima risposta positiva del Gianni alla domanda “Ma davvero hai trovato la topa?”
“Te sei fuooriii” ha urlato.”Cazzo dici?dai…seee non ci credo….!!”
Gianni ha annuito di nuovo, quasi impercettibilmente infastidito “ Ma perché dovrei dirvi una ciozza*?”
“E allora faccela conoscere, questa mignottella” ha ribadito il Bicio alzandosi dalla sedia senza nessun apparente motivo se non quella di rassomigliare al personaggio di  Begbie del film Trainspotting.
Gianni si è alzato in piedi e le sue guance sempre più paonazze hanno sputato fuori un “Non ti permetto di chiamarla mignotta, stronzo!!Domani ve la presento, porca pu…”e per non dire cose peggiori ha girato il culo ed è uscito dal locale, lasciando la sua bionda lì, senza neppure darci un soldo per pagarla.

Dopo che se ne è andato, il Bicio si è seduto sbattendo violentemente la sedia, incazzato senza averne un vero motivo, però in realtà nella sua reazione ci ritrovavamo tutti.
Il Gianni con una donna? è assurdo. Voglio dire…per oltre trent’ anni ha faticato a trovare anche solo una cozza che gli rivolgesse parola, nemmeno un’anima pia che se lo calcolasse, e adesso, tutto all’improvviso, viene fuori che non solo ha una donna, ma ce la vuole presentare e in più è addirittura protettivo nei suoi confronti. Robe da matti…Il punto è, sapete, che Gianni era la nostra ancora di salvezza, il nostro salvagente, quello della cumpa che non si sarebbe fidanzato mai per tutto l’oro del mondo… guardando lui e confrontandoti con te stesso, ti sentivi meglio, voglio dire, ne uscivi con l’ego pompato a manetta, ma adesso che si è fidanzato, che ne sarà di noi?
Beh, dovete sapere che nella nostra compagnia il soggetto donna è sempre stato l’argomento principale. Se avessimo avuto tutte le donne di cui abbiamo parlato: amiche, madri, cugine, semplici conoscenti, bagasce di strada, attrici, modelle, e milioni di altre ancora,  saremmo stati veramente dei bastardissimi Don Giovanni con i fiocchi. Il problema è che, più ne abbiamo parlato, meno abbiamo agito. Insomma, fra le nostre fottute mani, è girata negli anni veramente poca merce,  a noi piace definirci i teorici della grande F.,  più che pratici,  ecco. Ci siamo sempre considerati inconsciamente alla guisa di dottorandi in filosofia teorica della passera, perché, appunto, come i veri filosofi, abbiamo elaborato teorie e congetture logiche intorno al concetto della gnocca, ma da qua a mettere in pratica, quasi mai.
Così quando Gianni se n’è uscito con quella dichiarazione,…non ci ho creduto. Ma il fatto che l’avesse detto…perché avrebbe dovuto dirlo così se non fosse stato vero?

Il problema a questo punto era diventato: e se fosse vero? Gianni ha trovato una donna e costringerebbe noi altri zitelloni di sempre a fare uguale, facendoci sentire delle merde che non ne trovano una neanche a pagarla. Siamo in un bel casino, ho pensato.
Siamo amici da anni, ci siamo conosciuti, come diciamo noi, in Andrea Costa, siamo cinque risaputi cazzoni che passano le loro vite al bar, allo stadio, dal bar allo stadio, a discorrere di calcio al bar, di calcio allo stadio, di donne allo stadio e di donne al bar. Fra di noi è nato subito un feeling spontaneo, ci siamo trovati come un seme cerca nutrimento e lo trova nella terra sottostante, siamo l’uno la terra, il sostegno e il seme dell’altro. Non sappiamo cosa è la vita al difuori della nostra amicizia.
Siamo tutti lavoratori da anni, quasi sembra una vita che siamo entrati nel magico e merdoso mondo del lavoro, il fine settimana però nessuno ce lo tocca, il weekend, come dicono quelli oltre mare, ce lo lasciate tutto. Abbiamo sempre concepito, perché in una compagnia si condividono i pensieri, l’altro sesso, come un passatempo,  come un gioco inter nos,  non come qualcosa da rilegare nell’ambito intimo e familiare. La vera famiglia siamo noi, una donna questo non lo capirebbe né lo accetterebbe, e soprattutto rovinerebbe il nostro equilibrio perfetto. Ci piace dire di noi che viviamo alla giornata, basta vedere il Rotto. Ci sarà un motivo per cui gli abbiamo dato quel soprannome! Il Rotto è uno fuori di testa, non ha una dimora fissa, cioè in verità ha un appartamento ma fra una cosa e un’altra non dorme mai a casa sua. Eppure il Rotto è una bestia innocente, noi lo chiamiamo anche il Gigante Buono, perché la sua stazza è inversamente proporzionale alla sua mitezza. Assomiglia a Mastrolindo, con quei muscoli e quei capelli biondo lacca che si è tinto appositamente una volta per fare il coglione e adesso ne è diventato dipendente. E hai voglia a dirgli che fa ridere, lui dice che non riesce più a vedersi diversamente da così.  Per la sua altezza e per la sua stazza avrebbe potuto fare carriera o nella boxe o nel cinema, ha le stesse misure riportate al maschile di Julia Roberts. Beve come un ossesso, mangia uguale, vive di calcio e di fumetti rubati, ha cambiato non so quanti lavori, a volte scompare per dei giorni poi ricompare come se nulla fosse accaduto. Dove va non ci è dato saperlo, probabilmente non lo sa nemmeno lui. Il Rotto è davvero rotto di testa, ma non farebbe male a una mosca. Ecco…pensate se il Rotto trovasse una donna. Ma la trovasse seriamente. Cioè non una di quelle da una botta e via, una di quelle serie, una di quelle da sposare. Una di quelle che il sabato vuole andare al centro commerciale, e che a San Valentino non te lo chiede, ma spera che tu la porti fuori a cena,  una di quelle che per il giorno prima del vostro anniversario,  fa finta di niente,  ma vuole che te lo ricordi a tutti i costi, e che magari ci scappi anche un regalino,  una di quelle che vuole protezione,  gelosia e insieme anche indipendenza e una certa dosa di fiducia allo stesso tempo, una di quelle che ti accarezza la testa mentre vi state per addormentare sullo stesso divano, alla stessa ora, la domenica sera davanti alla televisione. Pensate la presentazione ai suoceri del Rotto. “Mamma, Papà” dice la Federica di turno, tutta sorridente, “Questo è il Rotto, il mio nuovo fidanzo!”. La madre che lo guarda inorridita, il padre che digita sulla tastiera del telefono mobile il 911 perché sarà sicuramente americano, il Rotto che, prima si scaccola e poi tende la sua manona sorridente ai futuri suoceri che passeranno la loro vita a maledirsi dell’educazione troppo libertina che hanno dato alla loro bambina.
Cavolo, io neanche so parlar d’amore. Le uniche cose che so è come si fa a farlo, ma quello è molto più semplice e non richiede un grande studio.
Ma invece non è così, per Gianni. Questa è una storia seria. L’ho capito dal modo, dal momento in cui l’ha detto, dall’espressione che aveva il suo viso. Nello stesso momento in cui l’ha detto l’ho odiato più di quanto un uomo possa fare nella vita, perché dentro di me, anche se non l’ho fatto notare, sapevo che non stava mentendo. E il fatto di farci sentire delle merde, non è stato proprio carino da parte sua.
In situazioni normali.  se noi fossimo stati cinque ragazze che bevono una birra insieme, un’uscita così avrebbe provocato attimi di gioia incontenibili. Avremmo saltato in aria dalla gioia cigolando di piacere ” Ma daaiiii,  che bello!! Sono troppo felice per teeee” e ancora  ”E chi è??”E’ carino??” ”Quando ce lo presentiii?”
Invece la storia è andata diversamente: 4 cazzoni al bar sentono il loro amico sfigato dire che ha trovato la morosa e gli tirano dietro ingiurie accusandolo di calunnia.

Dopo che il Gianni se ne è andato, dicevo, il suo vuoto ci ha dato spazio perché ragionassimo fra noi, in un tete a tete poco piacevole con la nostra sepolta da qualche parte coscienza, su quelle che potevano essere delle mancanze delle nostre vite. Per un po’ nessuno di noi ha proferito verbo, dispiaciuti, abbiamo continuato a sorseggiare la cara vecchia bionda quasi mossi da inerzia. Avremmo potuto litigare su tutto, ma non su una bionda. La birra, a differenza degli amici, non tradisce mai.
Aleggiava però chiara e definita una strana sensazione. Nessuno era dispiaciuto per la reazione di sconcerto, o perché il Gianni si fosse offeso, ma per ben altro: Gianni se ne era andato, la sua sedia vuota, la sua birra intatta, quasi simboleggiava la nostra condizione di uomini con una grande mancanza nella vita: una donna.
“…Sarà una baldracca” ha detto poi il Pincio per spezzare il silenzio, e da lì abbiamo ripreso la serata da dove ci eravamo interrotti.

Stamattina però mi è rimasto qualcosa sullo stomaco. Come si dice in gergo? Mi frullano le palle. E qualcosa dentro mi dice che è causa della donna del Gianni, questa anonima tipa che è venuta a sconvolgere le nostre placide esistenze da sempre dedicate al celibato.
Non so, il fatto che il Gianni abbia trovato la donna mi scuote in qualche, inevitabile e sottile modo. Già me lo immagino il Gianni…ieri sera esce dal locale, inforca la sua Seat blu elettrico e dopo la  prima curva accelera sui viali di notte, passa l’incazzatura e si appiccica al telefonino per connettersi via etere con quella che da poco è diventata la sua nuova metà di se stesso: “Amore…loro non capiscono, sono proprio stronzi, sì….mi manchi anche tu”. Voce agrodolce, tonino da uomo di famiglia. Casa dolce casa…Sapete cosa? Io non lo sopporto proprio Gianni! Proprio lui che fino a qualche settimana fa aveva dichiarato che a lui delle donne non gli importa niente.
Tiro su la cornetta e chiamo il Pincio. Il Pincio mi risponde con il suo solito tono cadaverico:
“Stavo dormendo, cazzo”
“Ma sono le tre del pomeriggio!”
“Per me è come se fosse l’alba”
“Vaboh, facciamo aperitivo da te today?”
“Of course, solito orario, sgualdrina, chiama l’amico Grillo tu và che torno a letto”
“Fatti una sana dormita, a dopo boy”. Chiamo l’amico Grillo, ovvero il Bicio.
“Hey bella lì, cos’è sto rumore?”
“Sto pulendo casa” mi risponde lui.
“Coooosa?” gli dico io
“Sì, perché??un uomo alla soglia della mia età in un appartamento di venti metri quadrati con venti metri quadrati di polvere e zero metri quadrati per sé non può pulire casa?”
“Ma se è 10 anni che vivi in quella bettola e non l’hai pulita nemmeno una volta? Hai pure comprato il mocio come memento ed è ancora inscatolato all’ingresso!!”
“Mi hai chiamato per strafrullarmi le palle o avevi un motivo ben preciso?” mi risponde il Bicio, rude.
“Sì, aperitivo a casa del Grillo solita ora, ok?”
“Mhhh..adesso vedo, avrei da fare”
“Come?Di domenica pomeriggio? cazzo hai da fare?”
“Senti, bello, non fancazzeggio come te, sai, ..ho una vita piena, io…”
“Sì, certo, bel gioco di parole, cosa stai cercando di dirmi?”
“Che non posso venire, ok? Non credo di fare un torto a nessuno se per una domenica mi faccio i cazzi miei!!” urla il Bicio buttando giù e interrompendo la comunicazione. Come un sedicenne. Porca pu.…ma che ca… è successo? Chiamo il Rotto anche se sono praticamente certo di non trovarlo a casa sua. E incredibilmente dopo il primo squillo mi risponde la voce di una donna, di una signora, ..la mamma del Rotto? Porca miseria!
“Salve signora, sono Lorenzo, l’amico di… suo figlio ..”..Oddio, e come si chiamava il Rotto?? “Me lo passerebbe per favore?”
“Ohh, ciao Lorenzo, ciao..sono la mamma di Luca..”dice questa in maniera lamentosa e stanca.
“Sì, signora l’avevo riconosciuta…” faccio io, splendido.
“Oh…Luca c’è, è proprio qui di fianco a me..ora te lo passo, eh, ciao eh e stammi bene, eh..”
“Sì, sì, grazie…grazie.”
Il Rotto risponde giulivo, sotto la sua voce percepisco chiara un’arietta musicale stranamente nota.
“Pronto?”
“Pronto sta fava, stronzo! Che cacchio ci fa tua madre a casa tua?”
“Vedi di parlare bene, per favore..come si toglie il viva voce, mammaaa, Rossella!!”“Rossella?? Cosa ci fa quella zoccola di tua sorella a casa tua?”
“Sei ancora in viva voce, coglione!”
E sotto,  chiaramente percepibile: “Guarda che ti ho sentito, imbecille!” troneggia la voce acuta e sgradevole di Rossella seguita da un :“Ma perché parla così quel ragazzo??”la mamma del Rotto,  con la voce di chi è stanca, demoralizzata e non capisce.
“Rotto!!togli quel cavolo di vivavoce!!”
“Sì, sì,  aspetta..ecco, ora puoi parlare”
“Ma che stai facendo?? Un meeting familiare? Giornata ciellina?”
“Abbiamo pranzato insieme, quale è il problema?”
“Ma se tu odi la tua famiglia!”
“Sì, ma un pranzo qualche volta glielo devo, è sempre la mia famiglia, eddai” sussurra il Rotto.
“Sì sì, ok ma che ci fa quella stronza di tua sorella a casa tua?”
“Parla piano, c’è anche Edilio..”
“Edilio??c’è Edilio a casa tua??? E che ci fa quel rottinculo a casa tua?”
Adesso percepisco anche la voce di Edilio che dice chiaro e tondo: ”Dì a quell’imbecille di non rompere i coglioni se non vuole morire giovane!”
“Oddio!!mi minaccia pure!!digli a quel rottoinculo che…“Ok!”fa il Rotto mai così serio nella sua vita “Aspetta che cambio stanza”
“La vuoi smettere? Stai parlando di mia sorella” dice, una volta al riparo da orecchie nemiche.
“No, stai parlando della donna che mi  ha massacrato il cuore riducendolo a un quadro di Fontana!” dico io, urlando.
“Senti, stavamo giocando a Trivial Pursuit…perché cavolo mi hai chiamato?”
E’ incredibile. Sono senza parole, ma che sta succedendo oggi? Si stanno ammattendo tutti?
“Rotto…ma dico..sei impazzito?ti ho lasciato stamattina che vomitavi verde e ti ritrovo adesso che giochi a Trivial Pursuit in compagnia della donna e dell’uomo che mi hanno rovinato la vita??”
“Sono un uomo poliedrico, fraté..”
“Ma vaffanculo!!”
Mi sembra di impazzire, non so più che fare.
“Senti, parlando di cose serie…” fa lui.
“Dimmi”
“Sai mica qual è il porto più grande d’Europa?”
“Ma che cazzo c’entra?”
“E’ la domanda del Trivial!”
“Rotto…qualsiasi cosa tu abbia fatto, ti prego torna indietro, non ti riconosco più”
“Che palle che sei oggi, ma che hai? Non posso passare un po’ di tempo con la mia famiglia, ne avevo bisogno!”
“Ma ..aspé..stai ascoltando Cat Stevens!!lo sento da qui!”
“Non è Cat Stevens…é Lionel Richie!”
“Lionel Richie??”
“Piace a mia madre, …non è poi così male…”
“No, Rotto, no, io ti saluto perché tu devi star molto male, non so cosa tu abbia fatto, o cosa ci fosse in quello che ti hanno dato da mangiare, ma comunque stiano le cose io ti saluto…oggi ci sarebbe l’aperitivo dal Pincio alla solita, se te la senti bene, se non te la senti…è uguale, ok?” concludo con tutto il fiato che mi è rimasto.
“Perché non passate di qua, più tardi?”

Gli ho buttato giù. Non so cosa sia preso a tutti, ma deve essere successo qualcosa di molto, molto strano. Sono allibito. Il Rotto a casa sua che chiacchiera amabilmente con la genitrice e con quella fighetta marcia di sua sorella ascoltando Lionel Richie, il Bicio intento alla cura della casa…incredibile. Forse per oggi era prevista la fine del mondo e io non lo sapevo, forse ieri sera ci hanno drogato le bevande e non me ne sono accorto, forse sono l’unico immune da un virus potentissimo che agisce sul nostro organismo per via aerea.
Poi mi viene in mente il Pincio. A meno che non sia impazzito in questi ultimi venti minuti, lui era abbastanza sano.
Tiro su la cornetta per la quarta volta e lo richiamo. E come volevasi dimostrare le mie previsioni erano corrette, e vengono comprovate quando dall’altra parte del telefono mi risponde una voce che già conosco, ma che in assoluto non è quella del Pincio, ma quella di Gianni.
“Gianni?”
“Lorenzo?”
“Che ci fai a casa del Pincio?”
“Sono passato per un saluto, considerando il modo in cui ci siamo lasciati ieri mi aspetto come minimo delle scuse…” dice lui con il tono da pater familias.
Io passo all’attacco “Sei passato dal Pincio per sentirti dire delle scuse, fatti dare le scuse dal Pincio!”
“No,…cosa hai capito! Volevo solo spiegarmi meglio e poi…ma insomma che cacchio vuoi? Di che cavolo stiamo discutendo?”
“Hai ragione” penso e dico “Lasciamo stare, dai…allora aperitivo dal Pincio alla solita?”
“Sì, dai,  c’è anche Melissa.”

…Un secondo e mezzo per recepire l’input. Due secondi per elaborarlo. Tre per accettarlo. Mezzo per immagazzinare il nome. Uno per pensare che è un cavolo di nome. Un altro per pensare a trovare la cosa più giusta da dire. Più mezzo perché sicuramente la prima cosa che avevo pensato non andava bene.
“Bene!” e mi esce un sorriso da soap opera.” “A dopo”.
Melissa. La nostra vita rovinata da una donna con un nome assurdo. Melissa ricorda la melassa, o un molosso, o la glassa, o una clarissa, è il nome di una suora!! Come la chiamerà a letto durante i loro rendez-vous notturni? Melissa smelissami il mio mellone, …santo Dio, santo. Di sicuro Melissa non è una che si prodiga in grandi amplessi, con quel nome al massimo concede  un seghino breve e floppo. Chissà che faccia avrà. Bah. Vedremo.
Dopo una mezz’oretta di seghe mentali su come la vita ti possa riserbare delle sgradevoli sorprese quando meno te le aspetti, e di come la situazioni possano evolversi in maniera imprevista, ho un’illuminazione. Una di quelle che appartengono al genere tremendo. Ritiro su la cornetta e richiamo per la terza volta il Pincio.
Per fortuna mi risponde lui, questa volta.
“Hey fra, scusa, ..sei solo?”
“No, perché?”
“Chi c’è lì con te?”
“Gianni e la sua morosa”
“E basta?”
“E basta”
“Ah ecco, perché guarda che il Rotto e il Bicio non vengono, e io non volevo fare il quinto incomodo nel caso in cui…”
“Sì” fa il Pincio tentennando un poco “Infatti dopo ci raggiunge una sua amica..”
“Un’amica di chi?”
“Di Melissa”
“Come? E allora io che ci vengo a fare?”
“No, ma stai tranquillo, è una cosa così, e poi il Rotto e il Bicio vengono gli ho sentiti io mezz’ora fa!”
Comincio a essere stanco.
“Scusami, fammi il resoconto perché comincio a non capirci più niente, chi cazzo c’è a questo aperitivo?” Sto per perdere la testa.
“Allora” fa lui molto tranquillamente ”Per adesso ci sono Gianni e la sua tipa, poi dopo viene una sua amica che forse porta un’altra sua amica, il Bicio dovrebbe venire con una sua amica, se viene, il Rotto dovrebbe venire più tardi da solo, ma non è detto che venga, forse non viene, ma se viene viene da solo, ha detto era nel mezzo di qualcosa di importante”
“…Ha definito Trivial Pursuit qualcosa di importante?”
“Che?”
“No niente, lascia stare”
“Senti ma che hai oggi?” fa lui, quasi paterno.
“Ah io? Siete voi che siete tutti strani oggi”
“Senti, non scassare, ti si aspetta eh”
“Senti, non lo so eh, di fare il candelone non mi va, ci sentiamo un altro giorno!” E gli sbatto giù il telefono.

Non ho più voglia di vedere nessuno. Tutti questi cambiamenti, difficoltà a vedersi, milioni di telefonate mi fracassano i nervi, è possibile che sia così difficile prendere un merdosissimo appuntamento? E poi mi vogliono fregare, cosa è sta storia che ognuno porta qualcuno? Non si è mai visto. E sto così non perché non ho nessuno da portare,…perché se guardo nell’agenda qualche cerbiattina disposta ad accompagnarmi la trovo anche io….mi sa che finisce che me ne sto a casa. Mi rimetto a letto eppure mi muovo in continuazione, mi sento agitato. Non so perché, ma mi sento tradito e stanco. Come se tutti i miei amici stessero partendo senza avermi avvertito prima del cambiamento di direzione. Se poi mi viene in mente Rossella..mhh, ..quella è stata l’unica, l’unica donna per cui ho perso la testa completamente e anche l’unica che mi ha spezzato il cuore,  del resto. Fu lei a voler troncare la nostra relazione, se ne andò dicendo che non la meritavo, bah…solo una gran zoccola, ecco cos‘era. Lei è quell’altro coglionazzo con cui si è messa dopo di me, Edilio. Edilio di sto cazzo!
Mi addormento guardando il soffitto. Quando mi sveglio sono le sei e tre quarti. Ho mal di testa, la cassa alcolica della sera prima non mi è passata, e sono più annoiato di prima. Mi sforzo, mi vesto ed esco. Penso di andare al bar, qualcuno incontrerò sicuramente.
Quando accendo il cellulare mi arrivano dei messaggi. Uno è del Bicio, l’altro è un losaiditim, ..mi hanno pure cercato, i cosiddetti falsi amici, peggio della grammatica francese, i faux amies.

Al Bàvero non c’è nessuno, mi faccio una bionda, chiacchiero un po’ con Gualtiero, il proprietario, e poi opto per tornare a casa. Ma nella strada del ritorno decido di passare sotto casa del Pincio. E una volta giunto davanti al portone del suo appartamento mi fermo. Loro saranno lì dentro a divertirsi, e io come un pirla qui da solo. Allora suono, tanto o la va o la spacca, e se la spacca ci metto poco a fare dietrofront.
“Chi è?” si sente dal citofono la voce alticcia del Bicio.
“Ehi, ciabatta, sono io” dico all’interfono senza troppo entusiasmo.
“Sali, cazzone.” Mi dà il tiro, comincio a salire le scale, cercando di non guardare l’ascensore…la mia nemesi, da quando vi rimasi incastrato anni fa non sono più riuscito a salirci, e quindi preferisco le scale.
Quand’ecco al secondo piano mi imbatto in Rossella, che viene dalla parte opposta alla mia. Oh, cavolo. Lei si slarga in un sorriso luminoso spiazzandomi completamente. E’ radiosa. Penso di non averla mai vista così. Elegante e sportiva allo stesso tempo, sexy e casta, Madre Teresa e Madonna Luise Veronica Ciccone  contemporaneamente.
“Oh, ciao” fa non troppo stupita.
“Ciao…”
“…Sei stupenda” mi esce senza che me ne renda conto.
Lei abbassa lo sguardo intimidita. Sorride e sussurra “Un grazie”, come diceva sempre quando stavamo insieme…Dio boh mica lo farà a posta? Non so perché glielo ho detto, la odio profondamente eppure qualcosa dentro di me la ama ancora allo stesso modo di un tempo. Poi mi scansa per passare.
“Vai via?” le chiedo. E’ una domanda stupida, siamo sulle scale, lei scende e io salgo, ma non posso lasciarla andar via così.
“Ho un impegno con le mie amiche…”
“Ah”
E all’improvviso mi pare di vederla con occhi nuovi. Non è più la zoccoletta che mi ha lasciato, ma è la ragazza, dolce e meravigliosa che io, effettivamente, non ho mai meritato.
“Beh, allora alla prossima”
“Sì, ciao”

La saluto e ricomincio a salire. Non so perché, ma per la prima volta da quando ci siamo lasciati, siamo riusciti a parlare in modo civile, senza fare uso l’uno verso l’altro di parole volgari o offensive. Anzi, lei sembrava addirittura dispiaciuta di dover andar via, e poi chissà perché è venuta, lei che non beve neanche, lei che la domenica voleva stare solo con me e sbuffavo quando le dicevo “Aperitivino dal Pincio?”

La porta è aperta, entro senza sapere cosa mi devo aspettare. Chiudo la porta. Dalla sala arrivano le voci dei miei amici e delle loro donne dell’ultimo minuto. Quando entro si voltano e mi salutano a modo loro.

“Oh, eccolo l’uomo che non deve chiedere mai” fa il Rotto senza nemmeno voltarsi.
“La guest star, colui che butta giù telefoni a cazzo” continua il Bicio.
“Lui, il vip che onore ci rende con la sua presenza” chiosa Gianni.
“Andate a cagare, stronzi…oh piacere, io sono Lorenzo” dico porgendo la mano alle pulzelle sedute al tavolino.
E incominciamo con le presentazioni. Conosco questa famosa Melissa che, anche se dal nome uno non se l’aspetterebbe, invece è caruccia, un po’ bassa, tette so so, naso importante, proporzioni nella media. Le amiche, di cui mi scordo il nome dopo un millisecondo che l’hanno pronunciato, rientrano nella categoria B/C: scopabili ma con riserve. Niente a confronto con la meraviglia che ho incontrato sulle scale, comunque.

Mi unisco ai giochi. Il Pincio mi offre da bere e ci mettiamo a bere e a parlare intorno al tavolo.
“C’era Rossella meno di un’ora fa” fa il Rotto dopo un po’.
“Già, l’ho incontrata sulle scale…” faccio io.
“E’ voluta venire a tutti i costi…” continua il Rotto.
“C’è rimasta male che non venivi…” intercala Gianni.
“Molto male, vedessi com’era carina…”continua il Pincio.
“Ragazzi, l’ho vista, vi di…”poi li guardo uno a uno e loro guardano me. Ma che sta succedendo?…possibile?

All’improvviso mi sento lo stomaco sottosopra ”Oh, starete mica insinuando che lei..”. Non riesco a terminare la frase e d’altronde loro non mi ascoltano neanche più. Riprendono a giocare a Trivial, ma io con la testa sono già distante mille miglia.
Rossella prendeva sempre l’ascensore perché odiava farsi cinque piani di scale a piedi ogni volta che venivamo qui, eppure oggi era sulle scale…lei che si lamentava sempre del male ai piedi che le procuravano quelle scarpe alte. Lei sapeva che non prendevo mai l’ascensore, perché è l’unica donna a cui abbia mai avuto il coraggio di confessare le mie paure..
Non ci posso credere…
A distanza di anni…

Mi sento diverso, come in pace con me stesso. Sereno. Sorseggio il mio Bellini ma senza foga. All’improvviso non ho neanche più voglia di ubriacarmi o di dannarmi l’anima come faccio ogni domenica sera. Fra un’oretta andrò a casa, mi noleggerò un film e mi farò portare una pizza, poi, chissà, una di queste sere,… se dovessi sentirmi solo…

 

 

 

*Balla, bugia in dialetto bolognese

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3 thoughts on “Il Giorno in cui Gianni trovò la morosa

  1. Brava Angela!
    Ci ho visto quello spirito delle scale di cui io e te abbiamo spesso parlato ma reso con levita’ ed ironia.
    Continua così credo che la tua ricerca di un registro stilistico che si adatti all’oggi stia portando buoni frutti. Ho grande stima di te.
    Con affetto Lory

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